L'immagine dell'identità africana tra fraintendimento e negazione

 

La realtà culturale dell'Africa è spesso ignorata dai Tubabu e ciò porta a pericolose conseguenze: l'identità africana o è fraintesa oppure è svalutata sino alla negazione. Ciò vale in molti àmbiti:

  1. nella lingua. Chissà perchè si insiste a parlare di 'dialetti' africani, come se parlare di 'lingue' fosse una scelta esagerata, come se le lingue africane non fossero mai state lingue di cultura;
  2. nella società. Per l'Europa si parla di 'popoli', per l'Africa si parla di 'etnie' (cosa mai vorrà dire questa parola...) o, peggio, di tribù. Come se l'Africa non avesse prodotto stati, imperi ed organizzazioni sociali di alta complessità;
  3. nella religione. L'Africa sarebbe il continente dell'animismo e in questa espressione si nasconde un sottile arrière pensée di primitivismo: come se, come tutti sanno, gli Italiani non spendessero molti milioni di Euro per ricorrere a maghi di tutti i tipi, come se i giornali italiani e le TV non fossero pieni di oroscopi e di lettori di carte;
  4. nella cognizione. Il modo di conoscere africano sarebbe puerile e ingenuo, quello Europeo scientifico.

 

Tutto questo genera uno spettro di atteggiamenti che vanno dal bonario (ma fastidioso) paternalismo al razzismo più becero. Questa relazione vorrebbe aiutare a restituire l'immagine corretta dell'Africa.